Girando per le montagne, come comportarsi in questa stagione

Cari amici di Vivere Bergamo,

Sono anni che giro le nostre montagne e vorrei spiegarvi come è meglio comportarsi in questa stagione un subdola, appunto l’ autunno che va da ottobre a dicembre. A volte anche a gennaio, dipende sempre dal meteo,  è capitato ancora di trovare solo neve sulle piste perché artificiale e magari a quota 2000 m niente neve. Parliamo quindi, in apparenza solo di un lungo autunno, appunto bello fin che vuoi con i suoi colori e il suo tepore, ma con insidie e pericoli nascosti . Non vorrei sicuramente spaventare nessuno, la montagna è sempre bella,  in qualsiasi stagione. Cerco di spiegarmi meglio…..

capanna-2000-16-novembre-2014

A volte l’autunno si comporta da inverno: nevica, freddo fuori stagione e di istinto tutti a dire che è gia arrivato l’ inverno. Ma poi l’ autunno si scrolla la neve e il freddo, e ci porta in pochi giorni di nuovo in estate.

Chi si ricorda come è iniziato questo autunno 2016?

Vi do anche alcuni dati concreti : 9 ottobre 2016 domenica, monte Ubione MT 895, freddo e pioviggine; 12 ottobre 2016, mercoledi, Rif.Capanna 2000,  giornata stupenda, freddo e i primi centimetri di neve, a quota 1300 al rifugio, 40/50 cm di neve fresca; Domenica 16 ottobre 2016, Passo di Corna Busa, MT 1940, giornata stupenda , sole, caldo e di tutta la neve scesa non si notava più neanche una traccia.

capanna-2000-16-novembre-2014

Tirando le conclusioni , in una settimana ha fatto  inizio inverno (domenica 9 ottobre) , inverno pieno (mercoledi 12)  ed estate (domenica 16) . E poi dicono che la primavera è pazzerella…. mi sa, pero’,  che anche per l’ autunno è valido lo stesso ragionamento.

Dopo questa lunga premessa adesso vi parlo delle mie esperienze,  in particolar modo di quello che mi è capitato nel dicembre 2007 e di come questo fatto ha condizionato in seguito il mio modo di approcciarsi alla montagna.

Non voglio insegnare niente a nessuno, c’ è gente più esperta di me a cui reputo il compito di insegnare , io vi voglio solo fare partecipi della mia esperienza e, appunto,  da questa stessa esperienza tirar fuori qualche consiglio anche banale che vi possa aiutare nelle vostre escursioni.

Detto questo iniziamo a raccontare gli eventi e gli errori che portarono poi all’ incidente vero e proprio:

Il giorno prima ( sabato 1 dicembre ) ci mettiamo d’ accordo per salire il giorno seguente (domenica 2 dicembre ) al Rif. Curo’ MT 1915. Siamo in tre,  io metto la macchina e l’attrezzatura , 2 paia di ramponi e una picozza e decidiamo di salire dal sentiero invernale ( per chi non conoscesse la zona). Il sentiero invernale parte dalla frazione Pianlivere mt 970 dopo Valbondione segna via 332 si raggiunge Maslana a 1150m di quota, poi si sale all’ Osservatorio faunistico e da qui si inerpica con numerose svolte fino sotto la fascia rocciosa si sale verso est ( tratto attrezzato) fino a sbucare al rifugio Consoli e al vicino rifugio Curo’ circa 3, 30 ps.  Il sentiero estivo sull’ altro versante in questa stagione puo’ presentare numerose insidie essendo prevalentemente all’ombra.

osservatorio-faunistico

Osservatorio faunistico di Maslana

Domenica 2 dicembre la partenza non è delle migliori: il cielo è nuvoloso e non usiamo neanche la mia auto. Mi son detto: oggi non andiamo al Curo’ perche’ il meteo non promette niente di buono. Man mano che saliamo la valle,  il cielo si rasserena per preannunciare una giornata stupenda.

rifugio-curo

Rifugio Curo

Decidiamo di salire comunque al rifugio, ma cavoli,  i ramponi e la picozza sono rimasti nella mia auto! Mentre salivamo dal sentiero invernale, osservavo il sentiero estivo tutto all’ ombra,  con i canali già  pieni di neve.

Cartello Sentiero invernale

Cartello Sentiero invernale

“Va bene”, dico dentro di me,  “penseremo dopo come scendere e da dove arriviare al rifugio Curo’ . Senza quasi mai pestare neve, camminiamo tranquilli. Fa caldo e siamo in maniche corte.

La panoramica Sentiero estivo

La panoramica Sentiero estivo

Ma come tutti i nodi vengono poi al pettine, viene il momento di scendere.  Decidiamo di scendere dal sentiero estivo perché il primo tratto scavato nella roccia, per intenderci,  quello dopo l’ arrivo della teleferica scendendo,  è tutto ghiaccio,  ma se si sta contro,  va tutto bene.

Arrivo teleferica Rifugio Curo

Arrivo teleferica Rifugio Curo

 Usciamo allo scoperto, tutti i canaloni hanno scaricato e si cammina bene. Ci sono delle orme quasi in vista della curva e del sentiero che conducono a Lizzola. Circa 2 canaloni prima, le orme spariscono e io sono in mezzo. Ricordatevi che avevamo solo i bastoncini perché i ramponi e la picozza erano rimasti in macchina.

 Il primo attraversa il canalone, però  i miei scarponi troppo grandi non entrano nell’ orma fatta dalla persona davanti a mè…. Un attimo mi sbilancio, carico il peso a monte e scivolo.  Sono secondi , provo a fermarmi ed è impossibile. Provo a dare calci alla neve e ad afferrare degli arbusti…e niente. Scivolo fino al momento che mi giro di schiena e mi ritrovo a guardar g ……Continuando a dare calci, mi fermo in un mucchio di neve prima di raggiungere il sentiero sotto e scivolare ancora più giù.

Mi rendo conto che mi sono fatto niente e mando uno sguardo verso monte dove vedo i due compagni di escursione fermi, immobili nel punto dove ero caduto. Faccio cenno che è tutto ok,  recupero i bastoncini e piano piano esco dal canalone e raggiungo la mulattiera sottostante. Nel frattempo mi raggiungono anche loro. Ci rendiamo conto che se non mi fossi fermato, avrei scavalcato la mulattiera e scivolato in un burrone. Fermiamo i pensieri, cerchiamo di trattenere l’ansia e continuiamo in silenzio il nostro cammino verso Valbondione.

Valbondione Vista dalla mulattiera che porta a Maslana

Valbondione Vista dalla mulattiera che porta a Maslana

Arrivati alla meta, un brindisi per stemperare l’ansia e la paura di quanto era accaduto , ma ancora di più  per quanto poteva accadere e poi tutti acasa.

Passano le ore, i giorni e si riflette cosa era successo? Qui non c’ entra la montagna, qui è stata colpa principalmente mia,  scelte sbagliate,  decisioni errate  che hanno portato a questo evento che si è risolto comunque bene. Per me bene, ma a quanti è andata male? Tornano a casa rotti o in un sacco sempre per errori, imprudenze che in qualsiasi stagione puo’ capitare. La panoramica sentiero estivo che in estate è facile, in autunno, inverno e primavera, diventa impegnativo!Questa è la realtà!

Vi ho raccontato questa mia breve esperienza, per dirvi che fare escursioni in autunno è bello, ma presenta delle insidie dove in pochi giorni la quota neve può oscillare anche molto. Se si fa un giro ad anello bisogna valutare la quota più alta di arrivo, i versanti al sole o all’ ombra.

 Ammettiamo si programmi un giro ad anello di 6 ore quota di partenza 1000 MT, quota massima di arrivo 2000 MT, bisogna sapere che si potrà trovare neve e ghiaccio a 2000, ma anche più  in basso e ricordarsi di valutare le condizioni meteo dei giorni antecedenti alla escursione programmata ( se è nevicato a bassa, le temperature, se sono state giornate calde ecc ). In base a queste informazioni,  capiremo a che quota si troverà neve di sicuro, per esempio.  Concretamente, su un versante al sole,  la quota sarà alta, mentre su un versante in ombra la quota neve sarà sempre più bassa. Inoltre i versanti in ombra (zona nord) dove il sole non riesce a trasformare la neve o il ghiaccio, avremo di sicuro più difficoltà .

A presto!

Pierangelo Masserini

 

 

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