Eventi culturali in vista della Fiera delle capre di Ardesio

La Fiera delle capre di Ardesio si arricchisce di eventi culturali non ” di contorno”, ma finalizzati a stimolare una ripresa in forme nuove dell’allevamento caprino e di economia che unisca produzioni di qualità e gestione del territorio. Ai primi di gennaio ad Ardesio fervevano già i preparativi per la Fiera delle capre del 5 febbraio.

Padiglione Fiera delle capre Ardesio

 

Diversi volontari della Pro Loco, tutti giovani, approfittando delle ferie stavano allestendo il “padiglione” al centro della manifestazione, quello dove si distribuisce vin brulè ad altri generi di conforto.Prima di parlare di storia da una parte, programmi uturi dall’altra vediamo il programma della prossima Fiera delle capre e di Aspettando la Fiera delle capre. Si inizia Sabato 21 febbraio con l’inaugurazione della mostra “Capramica” il cui contenuto si potrebbe sintetizzare cosi: “Ma quanto siete utili, intelligenti e simpatiche care capre”. Una mostra consigliabile a Sgarbi, che di recente è stato ad Ardesio. Chissà se  sapeva, (o se qualcuno lo ha informato) che gli abitanti di Ardesio sono noti come “le capre di Ardesio”.

Sabato 21 gennaio

Scherzi a parte la mostra, che è stata allestita in occasione di Bergamo scienza nell’ottobre2016 sarà inaugurata alle ore 17,30 al META, il Museo etnografici dell’alta val Seriana in Piazza Monte Grappa 3 (molto vicino alla casa comunale). A seguire la presentazione di Giovanni Mocchi del libro “al suono del corno” .

La giornata di sabato si concluderà degnamente all’Albergo Ristorante Bogoni, nel cuore antico di Ardesio, dove si svolgerà la “cena del capraio”. La cena aperta a tutti consentirà di degustare specialità a base di capra. Oltre a formaggi e norcineria vi sarà anche un piatto a base di carne di capra (costo della cena, tutto compreso, 20 €). Per info e prenotazioni: Antonio 3896676253 , Pietro 340 3001172 e Michelino 3409673832.

Domenica 22 gennaio

Alle 11 presentazione della mostra Storia delle capre di Tecla. Ruralpini ha parlato di questa iniziativa a base di “capre solidali”  dopo i contatti con i promotori delle capre di Tecla  in occasione della mostra La vacca del povero (parliamo sempre di lei, della capra) presentata all’ex Ateneo di Bergamo alta a novembre.  La presentazione sarà curata dallo scultore Pierantonio Volpini, ideatore delle capre di Tecla. Con aperitivo. Si tratta di un ritorno ad Ardesio, perché la località dell’alta val Seriana ha rappresentato una delle tappe della storia delle capre di Tecla.

Domenica 22 gennaio

Dalle 9,00 alle 12,00 presso il META Piazza Monte Grappa 3 si terranno dei Laboratori del gusto e del disegno sui temi delle mostre esposte (Capramica e Storia delle capre di Tecla) per le scuole.

 

Visita alle mostre con ingresso libero sabato e domenica dalle 16.oo alle 19.00 nei giorni 21,22, 28,29 gennaio, domenica 5 febbraio in occasione della Fiera delle capre con apertura dalle 9.00 alle 19.00

La capra. Una storia culturale e sociale

 La simbologia e la rappresentazione della capra si prestano a considerazioni interessanti sui rapporti tra la cultura (ideologia, credenze), economia, società e ambiente. La “demonizzazione” della capra appare moderna perché, nel medioevo, il diavolo era rappresentato nelle forme più varie. Essa ha agevolato, insieme alla supremazia del razionalismo scientista e tecnocratico, la messa al bando delle capre nel XIX secolo. Vittima della modernità la capra si è presa le sue rivincite con il declino della disciplina sociale industrialista, con l’appannarsi dei miti e delle illusioni della scienza e con la rivalorizzazione neovitalista della natura. Un vero cerchio che unisce preistoria e postmodernità.

Michele Corti

Scrivi la tua recensione: